2017 14 agosto

Quando la fotografia può diventare un primo strumento di diagnostica. La malattia di Coats.

Quando la fotografia può diventare un primo strumento di diagnostica. La malattia di Coats.

Potrebbe capitare, guardando una foto appena scattata di vostro figlio, di notare un riflesso giallastro partire dalla pupilla di uno dei due occhi. Potreste pensare che sia un semplice malfunzionamento della fotocamera, o un gioco di luce strano, ma se mai prima d’ora un soggetto delle vostre foto con quel dispositivo ha mostrato lo stesso curioso fenomeno, potrebbe essere il momento di prenotare una visita dall’oculista.

La riflessione giallastra della pupilla è infatti dovuta alla luce di rimbalzo dalla retina, che risente di una condizione anomala della sezione posteriore dell’occhio: questa condizione potrebbe essere infatti causata dalla malattia di Coats, una situazione di neovascolarizzazione ischemica che comporta una essudazione, ossia una perdita di liquidi (plasma) e grassi al di sotto della retina.
Questi depositi di colesterolo riflettono la luce del flash con una luce giallastra, causando la presenza di quella “pupilla gialla” visibile nelle fotografie.

La malattia di Coats è progressiva, nel tempo infatti quest’essudazione può generare sempre più accumuli aumentando il danno alla retina e la pressione intraoculare, provocando nel piccolo paziente prima un danno progressivo alla vista fino al distacco della retina; in certi casi pure il glaucoma.

La tempestività in questi casi è essenziale per evitare al piccolo paziente un danno irreparabile alla vista, rivolgendosi il prima possibile all’oculista di fiducia.

 

Fortunatamente, più il paziente è giovane, maggiore è la possibilità che la malattia rallenti o che regredisca del tutto; ciò nonostante mantenere monitorata la situazione grazie alla presenza di uno specialista è la migliore scelta che una mamma può fare per il proprio bambino.