Adattare la terapia alle risposte del paziente massimizza l'efficacia della cura.

2 febbraio 2018

Riuscire a comprendere il prima possibile se il paziente risponde bene o no al trattamento e in caso negativo essere pronti a cambiare strategia è cruciale per mantenere buona la qualità visiva e massimizzare l’efficacia del trattamento con anti-VEGF.

Secondo la Dr. Anat Loewenstein MD questo tipo di approccio reattivo e flessibile è dettato dalle nuove scoperte nel campo.
“Stiamo scoprendo man mano dei biomarker utili a capire se e come il paziente risponde ad un trattamento; sono fattori che vanno ulteriormente approfonditi ma che già danno delle indicazioni utili per un eventuale cambio di direzione sé il paziente non dovesse beneficiare di una cura rispetto che ad un’altra” ha dichiarato in un’intervista a OSN.

“Per quanto molti pazienti con edema maculare diabetico rispondano bene agli anti-VEGF, nel 40% dei casi incontrano una soglia di sbarramento di 5 lettere di progresso che non riescono a superare in nessun caso. Prestare molta attenzione ai progressi del paziente, notando una risposta insufficiente, potrebbe aiutarvi a scegliere tempestivamente una terapia più consona”, consiglia Anat Loewenstein


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